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La Rete delle strutture e dei servizi per nuclei vulnerabili mamma-bambino

Il fenomeno delle mamme sole con figli in tenera età, in condizione di forte vulnerabilità sociale, è in continua crescita ed è un problema che sempre più sta assumendo proporzioni preoccupanti.

In tutto il Paese aumentano le famiglie mono genitoriali. Secondo i dati Istat, riferiti al Censimento 2011, in Italia nel decennio 2001-2011 i nuclei mono genitore (ovvero le madri sole con figli e i padri soli con figli) sono passati da 2.100.999 a 2.651.827 (dal 13% al 15,9% di tutti i nuclei familiari). Il Lazio è oggi la regione con la percentuale più alta di madri sole. Nella nostra regione infatti il 16,8% di tutti i nuclei familiari sono costituiti da una madre sola con uno o più figli.

L’essere in questa situazione non è privo di conseguenze negative. In molti casi, soprattutto per le donne con scarse risorse relazionali, si registrano maggiori difficoltà di gestione della vita quotidiana, insufficienti capacità di assunzione delle responsabilità genitoriali, problematiche relative all’abitare, redditi insufficienti, problemi nell’inserimento del mondo del lavoro. La condizione di madre sola in stato di gravidanza o con uno o più figli a carico è correlata ad un maggior disagio, povertà e rischio di esclusione sociale. Ciò è evidente soprattutto per le donne immigrate, che hanno una minore protezione dalla rete di relazioni primarie.

Per rispondere a questi bisogni sono stati attivati sul territorio laziale numerosi servizi e strutture che si prendono cura dei nuclei mamma-bambino più svantaggiati dal punto di vista economico, psicologico e sociale, offrendo prestazioni qualificate di accoglienza, tutela e reinserimento sociale. Si tratta di strutture residenziali catalogabili come “case-famiglia”, “comunità a dimensione familiare”, “strutture per l’accoglienza in emergenza”, “comunità alloggio”, “alloggi in semi-autonomia”, che sempre più spesso agiscono in totale autonomia.

L’osservazione e l’esperienza diretta sul campo conferma infatti che sul territorio regionale esistono prassi notevolmente differenti in termini di distribuzione territoriale delle strutture, nuclei presi in carico, metodologie di intervento, efficacia nella risoluzione dei problemi affrontati, rapporti con la Pubblica Amministrazione, costi e modalità di calcolo delle rette, ecc.

La volontà di dar vita ad una rete è nata proprio dalla constatazione che a Roma, come nel resto d’Italia, a tutt’oggi non esiste un luogo in cui le strutture che accol­gono nuclei mamma-bambino possano confrontarsi, sostenersi e promuovere collabo­razioni. La rete può essere anche un’occasione per rappresentare insieme, presso le sedi istituzionali, le peculiari istanze che caratterizzano i suoi aderenti.

La Rete delle strutture e dei servizi per nuclei vulnerabili mamme-bambino nasce nel 2015 in seno al progetto Mam&Co, raccogliendone l’eredità, le attività e gli strumenti, affinchè possano essere sviluppati in funzione delle priorità identificate.

La Rete nasce non solo per dare voce ai nuclei mamme-bambino in condizioni di forte vulnerabilità sociale, ma anche per sostenere percorsi di miglioramento della qualità dei servizi e di innovazione dei modelli d’intervento, mediante il confronto e lo scambio di buone pratiche, azioni di ricerca, formazione e sensibilizzazione.

Possono aderire alla Rete sia le organizzazioni che svolgono azioni di sistema in questo campo che i servizi a carattere residenziale, semiresidenziale e territoriale che si occupano in modo specifico dell’accoglienza, della protezione e dell’inserimento sociale dei nuclei mamma-bambino.

L’adesione alla Rete è gratuita e avviene mediante la sottoscrizione di un semplice Protocollo di intesa.

La Rete opera attualmente nel territorio della Regione Lazio. In prospettiva, potrà ampliare il proprio raggio d’azione fino ad assumere una dimensione nazionale.

Per informazione e adesioni: 06 51600539 – segreteria@retemblazio.it

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